IL BLOG DI UNA ASPIRANTE SCRITTRICE

IN QUESTO BLOG POTRETE LEGGERE RACCONTI SCRITTI DA ME...
STORIE DI VITA, STORIE DOVE CI SI PUO' RICONOSCERE.


HO BLOCCATO MOMENTANEAMENTE LA PUBBLICAZIONE DEL MIO ROMANZO.. MA CRISTINA E MASSIMO SCALPITANO PER TORNARE ALLA RIBALTA

Lettori fissi

venerdì 3 luglio 2009

Non desiderare la vita d'altri- 7° capitolo

Una musica soffusa avvolgeva l'interno dell'abitacolo.
Ero uscita da casa di mia sorella al fianco di Graziano. Mi aveva praticamente spinto tenendomi per il gomito verso la sua auto e mi aveva invitato a salire. Gli avevo fatto notare che la mia macchina era poco distante ma lui mi aveva detto che più tardi mi avrebbe riaccompagnata a prenderla.
Non mi era neppure passato per l'anticamera del cervello di allontanarlo con uno strattone, anzi la sua vicinanza mi rendeva meno ansiosa.
Lo stralcio di discorso che avevo udito poco prima tra lui e Stefania mi aveva svuotata completamente.
Ogni tanto lo guardavo di sottecchi, ma Graziano non accennava minimamente a voltarsi verso di me.
Chiusi gli occhi e li strinsi forte. Graziano amava Stefania, ormai era appurato. L'avevo udito con le mie orecchie, ma cosa ancora più grave, avevo la certezza che loro due avessero una storia.
La domanda che continuava a tormentarmi era: perché mia sorella non lasciava Vittorio? Era gelosa e tanto, al punto da arrivare a rimarcare a Graziano che io non sono neanche lontanamente paragonabile a lei.
Bene, in questo caso, perché non mandare tutto a monte e iniziare una nuova vita con lui?
"Cos'hai? Sei pensierosa"
La voce di Graziano mi riportò con i piedi per terra.
Fissai il paesaggio fuori dal finestrino per qualche secondo e poi, senza che riuscissi a impedirmelo gli domandai: "Graziano, posso farti una domanda?"
"Certo"
"Tu ami mia sorella?"
Silenzio da parte sua, quando ormai ero quasi sicura che non mi avrebbe risposto lo sentii mormorare: "Te l'ho già spiegato cosa penso di tua sorella. Lei mi completa"
"Siamo diverse io e lei vero?" gli chiesi impulsivamente.
Lui mi guardò per qualche secondo e poi mi rispose: "Sì direi di sì"
Bene - pensai tra me e me - con queste parole mi aveva praticamente tramortita.
Mi feci violenza per evitare di parlare nuovamente. Avevo paura di dire qualcosa di sbagliato.
Ero attraversata da varie sensazioni, nessuna delle quali avevo mai provato prima.
Mi sentivo viva per la prima volta da anni, ma nello stesso tempo questa sensazione era sporcata da una punta di tristezza.
Non mi resi conto che Graziano aveva parcheggiato, finché non girò la chiavetta di e l'autoradio si spense con l'auto.
Il ritrovarmi immersa nel silenzio mi fece sentire ancora più a disagio, più esposta.
Mi guardai intorno. Ci trovavamo in una zona che non conoscevo, dovevamo essere sotto casa sua.
"Vieni su ti va?" mi chiese
In quel momento mi voltai verso di lui e me lo ritrovai vicinissimo. Per un attimo mi parve che volesse baciarmi di nuovo, per quanto mi era vicino.
Respiravo il suo respiro e questo minimo di intimità tra di noi fu sufficiente a farmi saltare qualche battito del cuore.
"Ce.. Certo" balbettai
Uscimmo contemporaneamente dall'auto e dopo che ebbe attivato l'antifurto, mi si avvicinò.
Emanava sicurezza e fascino. Del resto non poteva essere altrimenti, un uomo come lui non si sarebbe mai accontentato di nulla di meno della perfezione.
Mi giudò fino all'ascensore e pigiò il pulsante del terzo piano. Nello spazio angusto dell'ascensore continuai a guardarlo. Tenevo la testa bassa ma cercavo di alzare gli occhi verso di lui senza farmi notare.
Dio quanto era bello, da togliere il fiato.
"Non c'è bisogno che fai finta di osservare il pavimento Grazia, puoi guardarmi tranquillamente" mi disse
Sentii il mio viso avvampare.
Che imbranata, se n'era accorto.
"Beh io..." alzai gli occhi e li puntai sul suo viso.
"Non ti stavo sbirciando" iniziai "sono solo stanca" mentii
"Vuoi che ti riaccompagni a casa?" mi domandò
"Nooo No.. Cioè volevo dire... mi fa piacere stare un altro pò di tempo con te" dissi
Ero impacciata come una scolaretta al primo appuntamento.
Mi invitò in casa.
Graziano viveva nel classico appartamento da single. Pochi mobili e di linee essenziali. Schermo al plasma, nessuna macchia di colore, ma solo toni dal nero al marrone al crema.
Nel complesso una bella casa, ma vuota.
"Chi ti tiene in ordine la casa" gli domandai
"Ho una ragazza che viene due volte alla settimana" mi rispose mentre prendeva una bottiglia di MARTINI dal mobile bar.
Che razza di domanda - pensai tra me e me troppo tardi, cioè subito dopo avergliela posta.
"Accomodati Grazia..."
Mi sedetti sul divano color crema a gambe strette e poggiai i palmi delle mani sulle mie ginocchia.
"Sei tesa vedo" mi disse mentre mi porgeva il bicchiere con il cocktail.
"Co..Cosa?"
"Sei tesa. Stai rigida come un tronco e poi hai assunto una postura di difesa" mi spiegò
"No, non sono tesa.. Cioè voglio dire. Se credi che abbia timore che tu possa approfittarti di me.. Beh non è quello il mio timore" gli sciorinai prima che potessi frenare la mia lingua.
Lui sorridendo si accomodò al mio fianco e mi mise un braccio intorno alle spalle.
"Ah sì? E di cosa hai paura allora?" mentre mi parlava mi accarezzava una ciocca di capelli e ci giocherellava con le dita.
"Di niente... cioè voglio dire... Quello che volevo farti capire è che non ho paura che tu ti approfitti di me.. Ecco tutto" gli spiegai
"Ahh ho capito. Allora la tua paura è un'altra" mi disse mentre mi si avvicinava pericolosamente.
"E quale sarebbe" ebbi la forza di domandargli
"Hai paura che non ti baci.."
E così dicendo mi prese per la nuca e mi avvicinò a sé. Sentii le sue labbra e poi subito la sua lingua entrare nella mia bocca.
Per non collassare, mi aggrappai alle sue spalle.
Dio che spalle muscolose. Poi senza che potessi impedirmelo cominciai a passare i palmi delle mani sulla sua schiena, poi risalii verso la sua nuca fino a stringerlo a me.
Poi, incredibile ma vero, portai le mie mani ai bottoni della sua camicia e cominciai a slacciargliela.
"Mmh, si decisamente non avevi paura di me" disse in un momento in cui ci fermammo per riprendere fiato.
Le sue parole mi risvegliarono. Dovevo essere in trance. Non mi ero neppure accorta di avergli completamente slacciato la camicia e che avevo cominciato ad accarezzarlo sul petto.
Era liscio e compatto.
Mi sciolsi dal suo abbraccio e mi alzai di scatto.
"Dove vai Grazia?" mi domandò mentre si alzava a sua volta e mi raggiungeva.
Mi prese per mano e mi spinse contro la parete. Poi abbassò nuovamente il viso e cominciò a baciarmi lungo la mandibola.
"Perché scappi?" mi domandò con un filo di voce vicinissimo al mio orecchio.


Continua..........




CIAO A TUTTI SCUSATE LA LUNGA ASSENZA MA SONO STATA VIA PER LAVORO. VI ALLEGO IL VIDEO DI MICHAEL JACKSON - BEAT IT...
UN TRIBUTO ALL'ARTISTA...
UN ABBRACCIO E UN SALUTO A TUTTI
ANGELA

mercoledì 20 maggio 2009

Non desiderare la vita d'altri - 6° capitolo

Ero rimasta traumatizzata. La parola giusta per definire il mio stato mentale era proprio questa: traumatizzata.
Ero ancora seduta sul divanetto dove io e Graziano ci eravamo appena baciati. Continuavo a guardarmi intorno con sguardo allucinato.
Sicuramente agli occhi degli altri ospiti dovevo sembrare pazza.
Dove si era cacciato? Non riuscivo a vederlo in mezzo alla moltitudine di persone ancora presenti nel salone.
Per un attimo valutai la possibilità di alzarmi ed andare a cercarlo in giardino ma decisi di rinunciare.
Non mi sentivo ancora molto ferma sulle gambe ed avevo paura che avrebbero potuto non reggermi.

Quel bacio mi aveva devastato l'anima. Non mi ero mai sentita così, era una sensazione difficile da spiegare...
Graziano era entrato dentro di me, mi sentivo colmata da lui in ogni cellula del mio corpo.
Scrollai la testa e sospirai desolata. Come potevo anche solo pensare una cosa simile?
Lo avevo appena conosciuto, non sapevo praticamente nulla di lui, tranne che era un ispettore di polizia.
Beh diciamo che sapevo anche un'altra cosa sul suo conto: era innamorato di mia sorella Stefania e pur di portarla via a Vittorio era disposto a fingere di avere iniziato una relazione con me.
Per un attimo provai ad assaporare le sensazioni che si provavano al solo pensiero che un uomo come Graziano potesse essere il mio compagno.
Gioia, orgoglio, felicità, completezza...
Mi resi conto che la lista poteva essere molto lunga.
Cominciai a guardarmi nuovamente intorno. Di Graziano nessuna traccia.
In quel momento notai che mancava anche mia sorella Stefania.
Cercai con lo sguardo Vittorio e quando non lo trovai tirai un sospiro di sollievo.
Sicuramente era insieme a mia sorella.
Poi lo vidi uscire dalla porta del corridoio. Era solo. Di Stefy neppure l'ombra.
A quel punto mi alzai dal divano.
Possibile che Graziano se ne fosse andato senza neppure salutarmi? Quel pensiero fu sufficiente a farmi sentire una fitta di dolore al petto.
Uscii in giardino ma anche lì, tra una piccola folla di ospiti, non trovai ne mia sorella ne Graziano.
Rientrai in casa e mi avvicinai a Vittorio. Gli poggiai la mano sul braccio per attirare la sua attenzione.
Lui si voltò e mi sorrise.
"Ciao cognatina, come va? Ti stai divertendo?"
"Beh... sì. Grazie..Sai dove è Stefania?" gli chiesi
"Credo sia fuori in giardino. Non l'hai vista?" rispose
"No, ma magari mi è sfuggita. Vado a cercarla, grazie..."
Mi allontanai nuovamente verso la portafinestra che dava sul lussureggiante giardino della villa.
Tra gli ospiti presenti in quel momento non c'era ne lei e neppure lui. Quindi avevo visto giusto prima.
Cominciai a costeggiare il giardino e passai sul lato destro della villa. I suoni e la musica provenienti dal salone divennero più ovattati.
Mi inoltrai tra le rose e gli alberi ma ancora non vidi nessuno. Stavo già per tornare indietro quando sentii una flebile voce.
Tesi l'orecchio. Mi ero sbagliata le voci erano due, un uomo ed una donna.
Il mio cuore cominciò di nuovo a battere all'impazzata, ma questa volta per la paura. Avevo il terrore di scoprire Graziano e Stefania in atteggiamenti intimi ed inequivocabili.
Mi avvicinai all'angolo della casa quatta quatta e mi fermai prima di voltare verso il retro della villa.

"Cosa hai intenzione di fare me lo dici? Credi che sia un gioco questo?"
Era Stefania... Inequivocabilmente Stefania. Chiusi gli occhi, li strinsi forte e poi mi apprestai ad ascoltare.
"Lo sai che lei è mia sorella? Lei non sono io... va bene?"
La sua voce era nervosa e molto arrabbiata.
"Senti Stefy... mi spieghi che male ci può essere se la frequento per un pò?" le rispose Graziano e percepii chiaramente che sorrideva. Lo sentivo dalla sua intonazione della voce.
"Che male c'è? Ti piace? Dimmi ti piace almeno un pò Grazia?" domandò Stefania con rabbia.
Silenzio... Per un attimo fui certa che Graziano avrebbe risposto - Sì, mi piace e voglio frequentarla - ma in realtà gli sentii rispondere: "No, per niente. Tu sei un'altra cosa..."
Lei sospirò..
Le aveva tolto un peso dal cuore.
Sentii i miei occhi riempirsi di lacrime e strinsi i pugni con rabbia. Mi si conficcarono le unghie nei palmi, ma non sentii alcun dolore.
Maledetta, pensai... Non solo è sposata con Vittorio, ma tiene al laccio anche Graziano.
Non avrei mai pensato di potere vedere Stefania sotto quell'ottica: una donna cattiva e avida. Una donna che vuole solo ed esclusivamente essere adorata dagli uomini.

In quel momento tra il turbinio di pensieri che mi attraversavano la mente, realizzai che Graziano le aveva detto che io non ero per niente il suo tipo.
Tu sei un'altra cosa.. le aveva detto.
Di nuovo calde lacrime mi invasero gli occhi. Non pensavo che si potesse soffrire così per una persona che si era appena conosciuta.
STavo per tornare indietro quando mi sentii chiamare: "Grazia, sei venuta a cercarmi?"
Era la voce di Graziano. Mi voltai di scatto e me li ritrovai davanti.
Persa tra i miei pensieri non avevo sentito che avevano smesso di discutere e si erano avviati per tornare indietro.
"Ehhm si.. " balbettai "Volevo salutare te e Stefania, stavo andando a casa"
"Bene, vengo anche io... Ci si vede Stefy... Sono stanco morto" e così dicendo mi prese per mano e mi trascinò attraverso il giardino.
Non ebbi neppure la forza di rispondere. Mi aveva colta di sorpresa, ma la verità era che la sua mano che stringeva la mia, mi stava infondendo una felicità ed una tranquillità non indifferente.
Era come se il discorso che avevo origliato, in realtà me lo fossi solo immaginato.
"Hai la macchina Grazia?" mi chiese Graziano
"Sì" risposi.
"Dai... seguimi andiamo da qualche parte?"

Continua.........


Buona sera a tutti... Stavolta ho postato il capitolo prima del solito :-))... ho trovato un momento di tranquillità e ho pensato subito a voi...
Stasera allego al post questa canzone di Elisa- rainbow...
Buon ascolto

domenica 17 maggio 2009

Non desiderare la vita d'altri - 5° capitolo

Mi si mozzò il respiro in gola. Continuavo a fissarlo con occhi sgranati e la bocca aperta.
In un attimo di lucidità provai ad immaginare che faccia da pesce lesso dovessi avere in quel momento. Il fatto che avesse accettato la mia assurda proposta avrebbe dovuto, irritarmi, avrebbe dovuto farmi sentire oltraggiata.
Quello che Graziano mi aveva appena confessato era orrendo.
Stefania, la sorella che avevo sempre invidiato, colei che aveva tutto ciò che io avrei desiderato dalla vita, un marito come Vittorio ed un figlio, non era la santa che i miei occhi avevano sempre visto e la mia mente aveva voluto immaginare.
No, era una donna come tante altre. Una che addirittura non era contenta di ciò che aveva, ma voleva di più.
Non le bastava Vittorio, bello ed elegante.
No, aveva visto Graziano e l'aveva desiderato. L'aveva cercato ed alla fine l'aveva avuto.
Era avida. Era una donna che non era disposta a rinunciare a nulla, soprattutto a nessuno che potesse venerarla come una Dea.
Una rabbia cieca si impadronì di me. Non meritava Vittorio e non meritava Graziano.
Io non potevo reggere il confronto con lei, ma avrei fatto in modo di rovinarle i piani.
La proposta impulsiva che mi aveva attraversato la mente era perfetta. Non avrei mai immaginato che Graziano si sarebbe prestato a questa farsa, ma adesso che mi aveva detto di sì, chi mi vietava di provare a farmi conoscere da lui? Chi mi vietava di provare a sognare una vera relazione con lui?
Mi voltai a guardare il suo viso bellissimo. Era di nuovo concentrato a seguire i leggiadri movimenti di mia sorella.
Era troppo bello, troppo carismatico, troppo tutto. Per un attimo fui certa che il mio piano non avrebbe potuto che fallire ed a quel punto sia Graziano che Stefania si sarebbero fatti delle belle risate alle mie spalle.
Con un uomo come lui vicino rischiavo tanto. Me ne rendevo conto, anzi ne ero certissima, ma non riuscivo ad impedirmi di provarci.
Era da masochisti, ma fosse stata anche l'ultima cosa che avessi fatto in vita mia, avrei provato cosa significava avere un uomo come Graziano al mio fianco, ma soprattutto essere guardata da lui. Il mio più grande desiderio era di essere divorata dai suoi occhi come lui faceva con mia sorella, ma dato che era praticamente un sogno mi sarei accontentata di essere almeno guardata.
Non riuscivo a staccare gli occhi da lui. Ad un certo punto dovetti sospirare perché Graziano si voltò verso di me e mi fissò con i suoi occhi verdi strepitosi.
Trattenni il respiro involontariamente. Ero stata colta a fissarlo come se fosse un goloso bignè.
Lo vidi sorridere, doveva essersene accorto.
Sentii il mio viso avvampare.
"Cosa c'è Grazia. Ti sei già pentita?" mi domandò
Scrollai leggermente la testa e chiusi gli occhi per spezzare la magia che mi teneva incatenata a lui. Poi li riaprii e tornai a guardare le sue belle labbra atteggiate in un sorriso biricchino.
In quel momento fui certa del fatto che lui sapesse fino a che punto mi era entrato sotto la pelle. Sperai solo che una volta certo di questa cosa non la sfruttasse a suo vantaggio per divertirsi.
"No.. No" balbettai
"Meno male, non mi piacciono le donne che si tirano indietro di fronte ad una sfida" disse mentre si voltava di nuovo verso mia sorella.
Continuai a guardarlo in silenzio.
"Sei innamorato di mia sorella?" mi sentii domandare senza che io avessi mai pensato consciamente di porgli quella domanda.
Lo vidi scrollare le spalle. Puntò i suoi occhi su di me e sorridendo disse: "Io fondamentalmente non credo nell'amore. Non in quello classico del termine. Però credo nell'attrazione tra due persone. Nella forte alchimia che può unire due individui di sesso opposto fino a farli sentire una persona sola. Ecco sì.. Credo che per tua sorella io sia il suo lato di luce. Io sono il suo Yang e lei il mio Yin"
Lo guardai esterrefatta: "Beh quindi questo significa che la ami" dissi semplicemente.
"Io preferisco non usare quella parola. L'amore può non essere eterno, mentre gli opposti non potrebbero esistere senza l'altro, per cui sono costretti ad essere una cosa sola"
"Capisco.."
Tornai a fissare Stefania. Era incredibile come una donna come lei riuscisse a smuovere sentimenti simili in un uomo.
Tutto ad un tratto mi voltai di nuovo verso Graziano: "Pensi che ci crederà? Capirà che è impossibile che un uomo come te possa essere attratto da una come me"
Scoppiò a ridere. Quando rideva di gusto era ancora più bello, se mai fosse stato possibile.
"Lo trovi divertente?" gli chiesi
Lui smise di ridere e mi si avvicinò.
Il suo viso era vicinissimo al mio ed in quel momento sentii il mio cuore cominciare a galoppare come un cavallo impazzito.
"Se non crede, dovrà cominciare a crederci dopo questo"
E detto ciò mi mise una mano dietro la nuca e avvicinò le mie labbra alle sue.
Deglutii immediatamente.
Sentii le sue labbra poggiarsi sulle mie e poi quasi subito la sua lingua cercare la mia.
Per un attimo persi la cognizione di dove mi trovassi. Non so come allungai le braccia e gliele passai dietro il collo. Sentii i suoi riccioli corti sotto le mie dita, li accarezzai ed una vera e propria frenesia si impadronì di me.
Lo spinsi ancora più vicino a me e schiusi le labbra per permettergli di invadere la mia bocca.
Era giusto, lui era tutto ciò che nella vita avevo sempre cercato e non avevo mai trovato.
Questo pensiero mi attraversò la mente, come un fulmine squarcia il cielo.
Non so per quanto tempo continuammo a baciarci. Sentivo la mano di Graziano accarezzarmi il fianco e seguire la linea della mia vita.
In quel momento rinsavii, vergognandomi delle mie forme generose.
Dovetti scattare perché questo lo fece fermare. Lo vidi riaprire gli occhi ed allontanarsi dalle mie labbra. Teneva gli occhi fissi nei miei e sorrideva.
Ero senza parole e con il fiato corto. Non sapevo che dire.
"Wow.." mi sentii dire semplicemente e subito mi sentii stupida.
Mi voltai verso Stefania. Ci stava fissando e ci guardava in modo strano. Osservandola bene mi resi conto che il suo sguardo esprimeva odio e rabbia.
Poi tornai a guardare Graziano. Era di nuovo voltato verso Stefania e sorrideva sornione.
In quel momento mi resi conto che lo spettacolino era stato orchestrato a beneficio di mia sorella.

Continua.......



BUONA DOMENICA AMICI. VI RINGRAZIO PER I COMPLIMENTI CHE MI FATE SEMPRE, SIETE FIN TROPPO BUONI.
A QUESTO CAPITOLO VOGLIO AGGIUNGERE UNA BELLA CANZONE DEI MUSE: SUPERMASSIVE BLACK HOLE. BUON ASCOLTO

giovedì 7 maggio 2009

Premio butterfly award




GRAZIE A ROSI DI "IL MIO MONDO" per il premio che mi ha assegnato.
Sei gentilissima.. allora vediamo un pò devo passare il premio ad altri 13 blog.
Mmmm

1)Profumo di Zagara
2) Pupottina
3) Anna del Mio Angolo
4)il mondo di memole
5)Il dito nell'occhio, il naso nell'orecchio la polvere sotto il tappeto
6) My secret underworld
7)Pensieri cannibali
8) Overlook london
9) Living in the material world
10) Che vuoi farci è la vita
11) My dark side
12) Squilibrato
Streghettacy

mercoledì 6 maggio 2009

Non desiderare la vita d'altri- 4° capitolo

Non so come mi ritrovai seduta sul divano al suo fianco. Continuava a parlare, mi raccontava della sua vita, del suo lavoro.
Io lo ascoltavo estasiata. Anche la sua voce era fantastica, profonda e sensuale.
Se non avessi saputo che era pressoché impossibile, avrei giurato di essermi perdutamente innamorata da lui, nel momento stesso in cui l'avevo visto.
"Sei molto fortunato, così giovane e già ispettore. Un bel traguardo.." gli dissi
"Non mi lamento... Ma quanti anni pensi che io abbia Grazia? Continui a dire che sono giovane..."
"Beh.. immagino tu abbia l'età di Vittorio. Eravate compagni di scuola. Quindi 37 anni vero?" domandai
"Sì. E tu quanti anni hai?"
"Io ne ho 31..." gli dissi tutto d'un fiato
"Che fai di bello Grazia? Sei medico anche tu?"
Quella domanda ebbe il potere di lasciarmi per un attimo senza parole. Cosa avrebbe pensato se gli avessi confessato di lavorare in un autogrill?
"Beh... dirigo un autogrill" mentii spudoratamente
"Capisco..."
Di nuovo Graziano cominciò a vagare con lo sguardo lungo la sala. Ad un certo punto i suoi occhi si fermarono.
Non volevo assolutamente sapere cosa avesse attratto il suo interesse, forse perché inconsciamente sapevo chi aveva agganciato il suo sguardo.
Comunque, da vera masochista, non riuscii a frenarmi e mi voltai verso il punto che stava fissando con tanto interesse.
STEFANIA...
MALEDIZIONE STAVA FISSANDO DI NUOVO STEFANIA...
Mia sorella stava parlando con una giovane coppia di invitati. La osservai mentre gesticolando spiegava loro qualcosa e poi scoppiava a ridere di gusto.
"E' molto bella vero?" le parole mi uscirono di bocca senza che me ne rendessi conto.
Graziano si voltò verso di me e sorrise.
"Bella non è la parola giusta. E' favolosa..."
Qualcosa dentro di me cominciò a tremare.Lo sentii chiaramente perché per un attimo mi parve che fosse la stanza a muoversi.
Anche lui, Graziano, era affascinato da lei.... Maledizione, nessuno era immune al suo sex appeal.
"Ti piace?" gli domandai
"Non lo so...." si zittì un attimo. Poi tornò a guardarmi in viso.
Lo osservai attentamente. Non avevo mai incontrato un uomo tanto bello.
Vittorio al suo fianco sfigurava.
Graziano aveva un corpo da atleta, probabilmente in polizia si tenevano in costante allenamento- pensai tra me e me.
I suoi capelli corti e ricci evidenziavano la sua fronte alta, segnata da qualche lieve ruga di espressione.
La sua carnagione era scura, come quella di chi passa ore all'aria aperta.
Aveva degli occhi verdi fantastici, non mi sarei mai stancata di guardarli... Di questo ne ero assolutamente certa.
E le labbra.. Erano magnifiche.. Non avrei mai pensato che un uomo potesse avere delle labbra tanto belle.
Mi immaginai a baciarlo. Vidi le mie mani che gli si allacciavano dietro il collo e sentii chiaramente le mie dita accarezzare i suoi capelli...
".... Lo invidio.. L'ho sempre invidiato" la voce di Graziano mi strappò dal mio sogno ad occhi aperti.
Tornai sulla terra e mi resi conto che Graziano doveva avere detto qualcosa, che io non avevo assolutamente sentito.
"Come hai detto scusa?" gli chiesi
"Ho detto che io ho sempre invidiato Vittorio... E' un mio amico, non dovrei neppure pensarle queste cose, ma a volte spero che si separino. Del resto non credo che Stefania sia tanto innamorata di lui..."
Sgranai gli occhi per la sorpresa... Stefania non era innamorata di Vittorio? Ma che cosa stava blaterando?
"Ma cosa dici, sono due anime inseparabili quei due" gli dissi
"Non credo proprio Grazia... Altrimenti perché un paio di volte tua sorella avrebbe tradito Vittorio?"
Rimasi senza parole.... Non era possibile: "Ti stai sbagliando. Stefy non farebbe mai una cosa simile" dissi con sicurezza
"Ed invece è vero.. E vuoi sapere perché lo so? Perché è stata con me"
Quella notizia mi trafisse come una pugnalata. Per un attimo temetti di scoppiare a piangere... Non era possibile: STEFANIA AVEVA AVUTO ANCHE GRAZIANO.....
"Io... sono senza parole... Davvero" balbettai
Mi sentivo lacerata, adesso davanti agli occhi vedevo Graziano che toccava, accarezzava, baciava e venerava Stefania.
Strinsi gli occhi per fare sparire le immagini, ma quando li riaprii mi ritrovai di fronte lui: il suo viso perfetto, la sua fossetta sul mento.
Non so come, né perché, mi sentii dire: "Mi è venuta un'idea.. Tu vuoi Stefania.... Io voglio Vittorio. Che ne dici di fingerci innamorati? Chi ci dice che mia sorella, gelosa, non decida di lasciare Vittorio?"
Quando finii di pronunciare quelle parole, per un attimo avrei giurato che fossero state dette da qualcun altro che passava al nostro fianco in quel momento.
Poi dovetti accettare il fatto che ero stata io a fargli quella proposta.
Graziano mi osservò in silenzio per qualche secondo...
Risponderà di no - mi continuavo a ripetere.
"Perché no... Potrebbe essere una buona idea...Tu sei innamorata di Vittorio dunque?" " mi rispose sorridendo

Continua............

Scusate il ritardo, soprattutto scusami tu Anna.. ma il tempo a volte è davvero poco... Ecco il 4° capitolo e una bellissima canzone dei Kings of Leon: Closer...
Fantastica...

lunedì 20 aprile 2009

Non desiderare la vita d'altri - 3° capitolo

Quel sabato cercai di curarmi il più possibile. Mi rendevo conto che i miracoli non potevano accadere, ma qualche pennellata di qua e qualche colpo di spugna di là, forse mi avrebbe resa più gradevole agli occhi di Vittorio.
Quella mattina avevo preso appuntamento dalla pettinatrice e mi ero fatta scalare i capelli.
Il mio colore di capelli era abbastanza anonimo, un castano chiaro. Lo consideravo talmente scialbo da non sentire neppure la necessità di ravvivarlo con dei colpi di sole. Stefania invece era bionda naturale. Un bellissimo biondo che lei provvedeva ad illuminare con sapienti meches più chiare.
La pettinatrice aveva cercato di convincermi a schiarirli un pò: "Grazia hai dei bellissimi capelli, perché non li schiariamo un pò?"
Io avevo rifiutato senza pensarci due volte e poi tra me e me mi ero domandata se mi stesse prendendo per i fondelli.
A casa, dopo una cena frugale avevo provveduto ad applicarmi un trucco molto leggero. Non ero neppure capace di dosare fard, ombretto e rossetto per riuscire ad evidenziare quello che poteva esserci di buono nel mio viso.
Infine avevo indossato una gonna sopra al ginocchio ed una camicetta molto austera. Non amavo evidenziare le mie forme, se di forme si poteva parlare. L'unica cosa degna di nota poteva essere il seno, ma nel complesso ero abbastanza rotonda, Il classico fisico "burroso".
Niente a che fare con il bellissimo corpo di Stefania che pareva scolpito nel marmo.
Mi apprestai ad uscire di casa. Non avevo alcuna voglia di presentarmi a questa festa, ma ormai avevo dato la mia parola a mia sorella e non me la sentivo di rimangiarmela.

**************


Una musica molto tenue si diffondeva da piccole casse che erano strategicamente nascoste tra mensole e oggetti di squisita fattura. La villa di Stefania e Vittorio brulicava di invitati.
Mentre mi guardavo intorno, intuivo che lì dentro ero quella meno elegante e ricca. Tutti ostentavano la loro posizione invidiabile nella società: chi era avvocato, chi medico, chi insegnante.
Uno o due volte qualcuno mi chiese di cosa mi occupavo, ma io tergiversando avevo sviato il discorso.
Ad un certo punto mi si avvicinò mia sorella. Quando la ritrovai al mio fianco, bellissima, bionda ed elegante nel suo abito di alta sartoria, mi sentii ancora più inadeguata di prima.
Al posto di farmi sentire più a mio agio Stefania era in grado di rendermi ancora più insicura.
Certo non era colpa sua, non lo faceva apposta, ma la realtà era quella.
"Ti stai divertendo Grazia?” mi domandò
“Sì. Molto.” Mentii con estrema sincerità.
“Vieni, ti voglio presentare una persona. E’ un amico di Vittorio. Andavano alle medie insieme. Poi le loro carriere si sono divise, Vittorio è diventato medico mentre Graziano è entrato in polizia. E’ un ispettore. Andrete sicuramente d’accordo, tutti e due sembrate pesci fuor d’acqua” così dicendo mi trascinò attraverso il grande salone.
Fui tentata di dirle che non avevo alcun interesse di conoscere questo Graziano, ma dalle labbra non mi uscì alcun suono.
Senza che me ne rendessi conto mi ritrovai di fronte ad un uomo.
Alzai il viso e rimasi senza fiato.
Alto, molto alto.
Moro.. e che moro.
Capelli ricci molto corti.
Occhi verdi.
Mandibola squadrata ed una fossetta sul mento che mi faceva impazzire solo a guardarla.
Rimasi senza parole e forse con la bocca aperta, poi il mio cervello dovette riattivarsi perché immediatamente richiusi la bocca e cercai di sorridere.
Dio quanto è bello. E’ ancora più bello di Vittorio, pensai tra me e me.
“Graziano questa è mia sorella Grazia. Credo che andrete d’accordo voi due, siete molto simili”
Così dicendo si allontanò richiamata da alcune voci di altri ospiti.
Rimasi imbambolata a contemplarlo. Anche il fisico era divino, non c’erano parole per definirlo.
“Piacere Grazia” dissi tendendogli la mano.
Lui me la strinse e per un attimo mi sentii scuotere dentro. Chiusi gli occhi e li riaprii.
In quel momento notai che era voltato e stava guardando qualcosa. Seguii il suo sguardo: stava seguendo Stefania.
Sentii il mondo crollarmi addosso.
“Piacere, Graziano Parini” mi rispose continuando a guardare mia sorella.


Continua.....


Buona serata a tutti, questa sera vi voglio fare ascoltare questa nuova canzone dei Depeche Mode: Wrong

Buon ascolto a tutti

giovedì 9 aprile 2009

Non desiderare la vita d'altri- 2° capitolo

A volte nella vita basta poco, anche un piccolo ed insignificante episodio e tutta la tua esistenza può essere messa sottosopra.
Questa perla di saggezza mi è sempre stata presentata come una verità assoluta da tutti, parenti amici e colleghi.
"Hai sentito Grazia? Quel tipo non ha retto alla separazione dalla moglie ed ha fatto una strage"
"Certo che ha avuto un coraggio... Così giovane ha mollato un lavoro sicuro e ben retribuito per trasferirsi in Brasile. Deve essere uscito di senno"
"Non ci potevo credere quando me l'hanno detto. Grazia, non ci crederai ma Valentina ha mollato marito e figli per andare a vivere con il suo insegnante di yoga. L'avresti mai detto? Era una madre ed una moglie assennata"

Quante volte avrò sentito frasi simili, da una moltitudine di volti intorno a me; talmente tante volte da non ricordarmi neppure a chi appartenessero quei visi.
Il messaggero poteva essere chiunque, ma la notizia era sempre e solo incentrata su un particolare: una vita che viaggiava su binari prestabiliti e regolari, tutto ad un tratto aveva sbandato.

Quando io venivo a conoscenza di fatti così estremi, il primo pensiero che facevo tra me e me era: beh probabilmente ad un certo punto non ce l'ha più fatta.
Ma immediatamente bloccavo lì il circolo dei miei ragionamenti, non volevo arrivare ad analizzare la mia situazione patetica.

Comunque come avevo già iniziato a spiegarvi, spesso la deviazione arriva quanto meno te l'aspetti. E molto più spesso, non puoi fare nulla per fermare la catena di eventi che ne sussegue inesorabile.
Io non l'avrei mai detto, la mia vita era qualcosa di talmente insulso da non meritare neppure di essere chiamata vita, ma un giorno anche la mia esistenza cominciò a sbandare.
Ed a quel punto non potei più fare nulla per controllare gli eventi che inesorabilmente si susseguirono.
Ma ancora oggi mi domando: se anche avessi potuto modificare qualcosa di tutto ciò che successe, l'avrei davvero fatto?
Beh la risposta ve la darò alla fine del mio racconto.

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Quella sera ero appena rientrata a casa dal mio turno serale in autogrill. Ero stravolta e l'unica cosa di cui avevo davvero voglia era farmi una doccia.
Era agosto e c'era un caldo infernale. Ci saranno stati 45° anche se erano già le dieci di sera.
Avevo appena iniziato a spogliarmi quando squillò il telefono.
Fui tentata di non rispondere, ma poi cambiai idea. Poteva essere mia madre, ogni tanto si ricordava della mia esistenza e mi telefonava per sapere come stavo.
"Pronto" risposi
"Ciao Grazia... Sorellina... come stai? E' un pò che non ti si vede a casa di mamma"
La voce argentina di Stefania mi trapassò il timpano fino a raggiungere il mio cervello.
Stefania aveva un anno più di me, ma non disdegnava di chiamarmi sorellina anche davanti ad altre persone.
Forse era il suo modo di farmi sentire inferiore.
"Ciao Stefy. Sto bene grazie. Lo so, è un pò che non riesco a passare da mamma. Vedrò di fare un salto sabato. Sai com'è in autogrill continuano a cambiarmi i turni. Mi stanno facendo diventare pazza" le risposi
"Ohhh. dovresti cambiare lavoro. Ti sei fossilizzata in quel posto. Potresti aspirare a qualcosa di più"
Non mi degnai neppure di risponderle. Cosa avrei potuto trovare a 31 anni, senza laurea e con un esperienza solo come cassiera di autogrill?
Ma del resto il grande medico Stefania Clarente non poteva neppure immaginare quanto fosse difficile, per una come me, riuscire a migliorare anche di poco la propria vita.
"Comunque ti ho chiamata per invitarti ad un party che daremo sabato prossimo qui da noi in villa. Vittorio ha ottenuto un importante avanzamento di carriera, diventerà Primario di Cardiologia dell'ospedale. Era da anni che ci andava dietro. Diamine primario a 42 anni. Sono orgogliosa di lui" Stefania sprizzava gioia da tutti i pori.
E chi non sarebbe stata orgogliosa del proprio bellissimo marito che appena quarantenne diventava primario di cardiologia?
Strinsi gli occhi come a non voler vedere, ma la mia mente proiettò una immagine vivida di Vittorio Besson. Alto, fisico atletico, biondo con due strepitosi occhi verdi.
Era la personificazione di tutto ciò che io cercavo in un uomo. Peccato che non sarebbe mai potuto essere mio.
Primo perché era di mia sorella.
Secondo, uno come Vittorio Besson non avrebbe mai degnato di una seconda occhiata una tipa come me.
"Grazia ci sei? Allora vieni sabato? Vittorio ha invitato un sacco di amici, anche vecchi compagni di scuola. Forza, potresti conoscere qualcuno di interessante"
Rimasi in silenzio per un pò, fui tentata di declinare l'invito ma poi risposi: "Va bene. Per che ora devo venire?" le chiesi
"Per le otto. Puntuale e mi raccomando, mettiti in ghingheri. Potrebbe essere la tua serata fortunata"
"Sì, va bene. Grazie Stefy"
Stefania non avrebbe mai potuto immaginarlo, ma io non avrei mai vissuto una giornata fortunata.
Perché l'unica persona che avrebbe potuto rendermi felice, non l'avrei mai avuta: mio cognato.

Continua.......

Buona sera. Questa sera vi dedico una canzone di Nek: la voglia che non vorrei. Buon ascolto