Una musica soffusa avvolgeva l'interno dell'abitacolo.
Ero uscita da casa di mia sorella al fianco di Graziano. Mi aveva praticamente spinto tenendomi per il gomito verso la sua auto e mi aveva invitato a salire. Gli avevo fatto notare che la mia macchina era poco distante ma lui mi aveva detto che più tardi mi avrebbe riaccompagnata a prenderla.
Non mi era neppure passato per l'anticamera del cervello di allontanarlo con uno strattone, anzi la sua vicinanza mi rendeva meno ansiosa.
Lo stralcio di discorso che avevo udito poco prima tra lui e Stefania mi aveva svuotata completamente.
Ogni tanto lo guardavo di sottecchi, ma Graziano non accennava minimamente a voltarsi verso di me.
Chiusi gli occhi e li strinsi forte. Graziano amava Stefania, ormai era appurato. L'avevo udito con le mie orecchie, ma cosa ancora più grave, avevo la certezza che loro due avessero una storia.
La domanda che continuava a tormentarmi era: perché mia sorella non lasciava Vittorio? Era gelosa e tanto, al punto da arrivare a rimarcare a Graziano che io non sono neanche lontanamente paragonabile a lei.
Bene, in questo caso, perché non mandare tutto a monte e iniziare una nuova vita con lui?
"Cos'hai? Sei pensierosa"
La voce di Graziano mi riportò con i piedi per terra.
Fissai il paesaggio fuori dal finestrino per qualche secondo e poi, senza che riuscissi a impedirmelo gli domandai: "Graziano, posso farti una domanda?"
"Certo"
"Tu ami mia sorella?"
Silenzio da parte sua, quando ormai ero quasi sicura che non mi avrebbe risposto lo sentii mormorare: "Te l'ho già spiegato cosa penso di tua sorella. Lei mi completa"
"Siamo diverse io e lei vero?" gli chiesi impulsivamente.
Lui mi guardò per qualche secondo e poi mi rispose: "Sì direi di sì"
Bene - pensai tra me e me - con queste parole mi aveva praticamente tramortita.
Mi feci violenza per evitare di parlare nuovamente. Avevo paura di dire qualcosa di sbagliato.
Ero attraversata da varie sensazioni, nessuna delle quali avevo mai provato prima.
Mi sentivo viva per la prima volta da anni, ma nello stesso tempo questa sensazione era sporcata da una punta di tristezza.
Non mi resi conto che Graziano aveva parcheggiato, finché non girò la chiavetta di e l'autoradio si spense con l'auto.
Il ritrovarmi immersa nel silenzio mi fece sentire ancora più a disagio, più esposta.
Mi guardai intorno. Ci trovavamo in una zona che non conoscevo, dovevamo essere sotto casa sua.
"Vieni su ti va?" mi chiese
In quel momento mi voltai verso di lui e me lo ritrovai vicinissimo. Per un attimo mi parve che volesse baciarmi di nuovo, per quanto mi era vicino.
Respiravo il suo respiro e questo minimo di intimità tra di noi fu sufficiente a farmi saltare qualche battito del cuore.
"Ce.. Certo" balbettai
Uscimmo contemporaneamente dall'auto e dopo che ebbe attivato l'antifurto, mi si avvicinò.
Emanava sicurezza e fascino. Del resto non poteva essere altrimenti, un uomo come lui non si sarebbe mai accontentato di nulla di meno della perfezione.
Mi giudò fino all'ascensore e pigiò il pulsante del terzo piano. Nello spazio angusto dell'ascensore continuai a guardarlo. Tenevo la testa bassa ma cercavo di alzare gli occhi verso di lui senza farmi notare.
Dio quanto era bello, da togliere il fiato.
"Non c'è bisogno che fai finta di osservare il pavimento Grazia, puoi guardarmi tranquillamente" mi disse
Sentii il mio viso avvampare.
Che imbranata, se n'era accorto.
"Beh io..." alzai gli occhi e li puntai sul suo viso.
"Non ti stavo sbirciando" iniziai "sono solo stanca" mentii
"Vuoi che ti riaccompagni a casa?" mi domandò
"Nooo No.. Cioè volevo dire... mi fa piacere stare un altro pò di tempo con te" dissi
Ero impacciata come una scolaretta al primo appuntamento.
Mi invitò in casa.
Graziano viveva nel classico appartamento da single. Pochi mobili e di linee essenziali. Schermo al plasma, nessuna macchia di colore, ma solo toni dal nero al marrone al crema.
Nel complesso una bella casa, ma vuota.
"Chi ti tiene in ordine la casa" gli domandai
"Ho una ragazza che viene due volte alla settimana" mi rispose mentre prendeva una bottiglia di MARTINI dal mobile bar.
Che razza di domanda - pensai tra me e me troppo tardi, cioè subito dopo avergliela posta.
"Accomodati Grazia..."
Mi sedetti sul divano color crema a gambe strette e poggiai i palmi delle mani sulle mie ginocchia.
"Sei tesa vedo" mi disse mentre mi porgeva il bicchiere con il cocktail.
"Co..Cosa?"
"Sei tesa. Stai rigida come un tronco e poi hai assunto una postura di difesa" mi spiegò
"No, non sono tesa.. Cioè voglio dire. Se credi che abbia timore che tu possa approfittarti di me.. Beh non è quello il mio timore" gli sciorinai prima che potessi frenare la mia lingua.
Lui sorridendo si accomodò al mio fianco e mi mise un braccio intorno alle spalle.
"Ah sì? E di cosa hai paura allora?" mentre mi parlava mi accarezzava una ciocca di capelli e ci giocherellava con le dita.
"Di niente... cioè voglio dire... Quello che volevo farti capire è che non ho paura che tu ti approfitti di me.. Ecco tutto" gli spiegai
"Ahh ho capito. Allora la tua paura è un'altra" mi disse mentre mi si avvicinava pericolosamente.
"E quale sarebbe" ebbi la forza di domandargli
"Hai paura che non ti baci.."
E così dicendo mi prese per la nuca e mi avvicinò a sé. Sentii le sue labbra e poi subito la sua lingua entrare nella mia bocca.
Per non collassare, mi aggrappai alle sue spalle.
Dio che spalle muscolose. Poi senza che potessi impedirmelo cominciai a passare i palmi delle mani sulla sua schiena, poi risalii verso la sua nuca fino a stringerlo a me.
Poi, incredibile ma vero, portai le mie mani ai bottoni della sua camicia e cominciai a slacciargliela.
"Mmh, si decisamente non avevi paura di me" disse in un momento in cui ci fermammo per riprendere fiato.
Le sue parole mi risvegliarono. Dovevo essere in trance. Non mi ero neppure accorta di avergli completamente slacciato la camicia e che avevo cominciato ad accarezzarlo sul petto.
Era liscio e compatto.
Mi sciolsi dal suo abbraccio e mi alzai di scatto.
"Dove vai Grazia?" mi domandò mentre si alzava a sua volta e mi raggiungeva.
Mi prese per mano e mi spinse contro la parete. Poi abbassò nuovamente il viso e cominciò a baciarmi lungo la mandibola.
"Perché scappi?" mi domandò con un filo di voce vicinissimo al mio orecchio.
Continua..........
CIAO A TUTTI SCUSATE LA LUNGA ASSENZA MA SONO STATA VIA PER LAVORO. VI ALLEGO IL VIDEO DI MICHAEL JACKSON - BEAT IT...
UN TRIBUTO ALL'ARTISTA...
UN ABBRACCIO E UN SALUTO A TUTTI
ANGELA
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55 minuti fa

